miércoles, 24 de octubre de 2018

‘Saudis have been helping US a lot with respect to Israel, funding a lot of things’ – Trump


FILE PHOTO: U.S. President Donald Trump, White House senior advisor Jared Kushner and Saudi Arabia's Crown Prince Mohammed bin Salman © Jonathan Ernst
US President Donald Trump said Saudi Arabia has been helping the US with Israel, with which the Kingdom has no official diplomatic relations. It marks the first time Trump has publicly recognized the sneaky alliance.


Speaking in the White House, Trump stood up in defense of Riyadh as it is facing mounting international pressure over the killing of Washington Post columnist Jamal Khashoggi in its consulate in Istanbul on October 2. As more gruesome details of the murder, allegedly perpetrated by a Saudi hit squad, emerge, the White House is increasingly bombarded by calls to punish Riyadh and cancel multi-billion dollar arms deals with the Saudi government.

Read more
Khashoggi’s body parts found in garden of Saudi consul general’s home – sources

While the US President has cast doubt on the official version of the events, calling it the "worst cover-up ever," he pointed to the virtues of the Saudi government, "a very good ally of ours."

Among other things, Riyadh has "been helping us a lot with respect to Israel. They've been funding a lot of things,"Trump said without elaborating.

Saudi Arabia and Israel have become strange bedfellows over their shared animosity to Iran, which they both see as their archenemy. In one of his awkward attempts to downplay the Khashoggi crisis, Trump again brought up Iran's supposedly evil ways.

"And if you look at the other side, Iran, you look at what they've done to people, vicious, horrible," Trump said. He did, however, note that the alleged human rights abuses in Iran is "no excuse for what happened with Saudi Arabia."

While Saudi Arabia has never formally recognized Israel and, accordingly, maintains no official diplomatic relations with the Jewish state, Tel Aviv and Riyadh have been growing closer under Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu.

Over the past year, there have been several reports of clandestine meetings between Saudi and Israeli officials, including between the top statesmen: Netanyahu and Saudi Arabia's de-facto ruler Crown Prince Mohammed bin Salman.
Read moreKhashoggi’s son shakes hands with Saudi rulers in awkward meeting after reports of body parts found

In June, the two held secret talks in the Jordanian capital of Amman, Israel's Maariv newspaper reported at the time. In November last year, Israeli Energy Minister Yuval Steinitz confirmed the two have been in contact over the Iranian"problem." Asked why the Israeli government keeps mum about the ties, the minister said that it was the Saudis that are interested "in keeping the ties quite."

Netanyahu has been pursuing an alliance with Arab nations to counter Iran. Israel accuses Iran of gaining a foothold in Syria, where it helped Damascus to drive out extremists, in a plot to attack Israel. In January, the Israeli leader boasted that "there is an alliance between Israel and other countries in the Middle East that would have been unimaginable years ago."

Saudi Arabia is also reportedly a part of Trump's "deal of a century" for Palestine. Trump's senior adviser Jared Kushner held a meeting with bin Salman over summer, discussing efforts to facilitate the stalled peace process.

https://www.rt.com/usa/442088-saudi-arabia-help-israel-trump/amp

domingo, 21 de octubre de 2018

IL PIANO ONU PER L’ITALIA: SOSTITUIRE ITALIANI CON IMMIGRATI (El Plan de la ONU para ITALIA: Remplazar a los Italianos con Inmigrantes


Barbara Spectre e il piano ebraico di sostituzione etnica per l'Europa

Barbara Spectre y el plan judío de sustitución étnica para Europa


BREAKING NEWS, DEMOGRAFIA

E’ tutto in un libro il piano di sostituzione etnica

VERIFICA LA NOTIZIA

Secondo l’ONU, nel 2050, un terzo della popolazione italiana dovrà essere composta da immigrati. Non una previsione, ma un vero e proprio progetto criminale.

E’ tutto scritto nero su bianco in un libercolo che fa impallidire il Mein Kampf: «Replacement Migration: is it a solution to declining and ageing populations?». Si domanda se l’immigrazione come sostituzione etnica della popolazione italiana ed europea è la soluzione. E la risposta che si dà è, ovviamente, ‘positiva’.

E’ stato redatto dal Dipartimento degli Affari sociali ed economici dell’Onu.

Secondo l’ONU, l’Italia avrebbe la “necessità” di far entrare milioni di immigrati per “rimpiazzare” i lavoratori italiani. Un’idea demenziale, visto che già oggi i nostri giovani sono per il 50% disoccupati. E che, anche se nel 2050 avessimo una ‘carenza di manodopera’, questa potrà essere compensata dalla rivoluzione tecnologia in campo robotico, che eliminerà milioni di posti di lavoro attualmente ‘umani’.

L’idea che sottende questo progetto criminale, è che tra 36 anni gli over 65 saranno il 35% della popolazione e il tasso di natalità 1,2 bambini non è sufficiente a rimpiazzare chi esce dal mercato del lavoro.

Questo è economicamente demenziale. Un dato su tutti: se oggi avessimo la metà dei giovani, avremmo il 100% dell’occupazione giovanile. Ergo: se tra 36 anni ne avremo meno, non sarà un problema, ma questo i pro-immigrazione non lo dicono. Per loro, la disoccupazione giovanile in Italia non esiste.

Si potrebbe poi pensare, se proprio si ritiene imprescindibile una più alta natalità (poi spiegheremo un altro motivo perché non lo è), a sostenerla con politiche a favore delle famiglie per supportare chi vuole far figli. Ma le Nazioni Unite, invece, programmano il nostro genocidio etnico: “sostituire” ai lavoratori italiani, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli quelli provenienti dal Terzo Mondo.

Per questo in ogni ambito lodano l’immigrazione. Dallo sport allo spettacolo.

Come se, tra l’altro, sostituire lavoratori europei con QI medio di 105 con africani che in media non arrivano a 75, fosse possibile senza degradare tutto il tessuto economico: una sorta di futuro alla Idiocracy.

Ma un ‘calo demografico’ non sarebbe male. L’Italia è un territorio densamente popolato. Più spazio: case più grandi, più verde, meno traffico, meno inquinamento.

Perché, ceteris paribus, nel 2050, secondo il dossier, senza immigrazione saremo in 41.197.000: ovvero 194mila in più di quanti eravamo 65 anni fa. Con la differenza che oggi lavorano anche le donne e la tecnologia sarà pervasiva in ogni ambito lavorativo.

Le Nazioni Unite – organo criminale globalista – vogliono «rimpiazzare» (come scritto senza nasconderlo nel titolo del dossier) l’Europa e l’Occidente con una massiccia iniezione di immigrati da Asia e Africa. Un crogiolo indistinto e informe di razze, culture, religioni che si trasformerebbe in un campo di battaglia per la sopravvivenza: come in parte è già oggi.

Il tutto, condito con la scusa che ‘sono risorse’ e ‘servono al mercato del lavoro’, a ‘pagare le pensioni’.

Puttanate. Tra pochi anni, e qui veniamo al secondo motivo per il quale anche con un calo demografico il mercato del lavoro non necessiterà di alcun immigrato, vivremo – stiamo già vivendo – una ‘rivoluzione robotica’.

Auto e camion che si guidano da soli faranno sparire intere categorie di lavoratori. I robots inonderanno il mercato del lavoro, tanto che, a stento, ci sarà possibilità di occupare una popolazione in calo demografico.

La crescita demografica in sé non è sinonimo di ricchezza, altrimenti l’Africa non sarebbe l’Africa. Dipende, tutto, dalla ‘qualità’ della popolazione.

E questo solo ragionando in termini ‘utilitaristici’. Perché, anche ‘convenisse’, un futuro senza identità, senza sapere chi sei non vale la pena di essere vissuto. Un pugno di dollari in più, non vale vivere in una società dove non ti riconosci nel volto dell’altro.

E’ il tempo della rivolta. E’ tempo che il governo esca da certe organizzazioni che ci vogliono morti come popolo